Prima del Taurinia 2011, solo due squadre del campionato Acli erano partite con due vittorie e almeno 9 gol segnati.
Nel 1955 il Real Madrid dei vari Puskas, Di Stefano, Gento, Kopa e Santamaria, batté con un sonoro 5 a 1 il Willy Nilly, sul sintetico del Rivermosso. Dopodiché fu la volta del Gio.ne.gio che dovette inchinarsi a una tripletta di Ferenc Puskas e ad un’autorete di un giovane difensore, poi diventato una colonna proprio del Taurinia: un biondissimo Andrea Merlo, per evitare il poker del mitico Ferenc, deviò malamente un cross dalla sinistra di Gento, infilando un incolpevole Sergio Esposito, il quale maledisse la Vergine di Guadalupe.
10 gol fatti, 1 solo subito. Impresa eguagliata solo dal leggendario Ajax del ’72.
Alla prima uscita la squadra di Kovacs, liquidò facilmente, con un perentorio 6 a 0, il Baracca Split, mostrando a tutti la potenza e la bellezza del celebre calcio totale.
Nel turno successivo, a Santa Rita, i fiamminghi dovettero sudare non poco per aver ragione del Drink Team: Crujiff in particolare fu stretto nella morsa di un gruppo di giovani mastini, che bloccarono sul nascere ogni iniziativa di uno dei migliori calciatori ogni epoca.
Si racconta che Johan uscì stremato dal terreno di gioco, dichiarando di “soffrire le marcature strette”.
A metà gara il Drink Team era addirittura avanti di due gol. Nella seconda frazione però, Kovacs ebbe la folgorazione: fuori Keizer, dentro Di Lembo, un esterno tutto pepe, di grande tecnica e dinamismo, ma con la pericolosa tendenza ad “innamorarsi del pallone”.
Probabilmente quell’Etrusco non era proprio il suo tipo, perché il valsusino fece ammattire la difesa avversaria, sfornando due assist al bacio per Neeskens e Kroll e procurandosi il rigore del vantaggio. Penalty che lui stesso s’incaricò di trasformare, dopo una concitata discussione con Crujiff: un episodio che cambiò il corso degli eventi e che di fatto sancì la fine di una grande amicizia.
Recentemente intervistato dal programma “Uitdagings” (il nostro “Sfide”), in una puntata sulla storica tripletta del ’72 (Campionato Acli, Coppa Vivisport e Coppa dei Campioni), a una domanda sui suoi rapporti con Crujiff, Di Lembo ha risposto con un sintomatico: “Johan who?”. La ferita è ancora aperta.
39 anni dopo ecco i torinesi tosti, guidati, guarda un po’, da Roberto Di Lembo. Altre stelle brillano nel firmamento dell’Acli: i gemelli Trombini con la loro catapulta infernale; il mancino Mazzoni, virtuoso della trequarti; l’ala Eboli detto il canarino Nero; Petrucci, il panzer; Mogliotti, Edward-piedi-di-forbice; Proietti, detto Legolas, per la precisione con cui sorprende i portieri avversari; Rapolla, il capitano di tante battaglie. E tutti gli altri.
39 anni dopo. Curiosamente, se si inverte la cifra, si ottiene 93: 9, come i gol segnati finora e 3, come quelli subiti. Se si somma, 9+3=12, come il numero del portiere di riserva. E poi 93 come i giorni che mancano a Natale. E se si moltiplica, 9x3= 27, come le volte che Nicola nomina Paro nei suoi discorsi. Infine 9:3=3. Come i titoli che il Taurinia può vincere quest’anno.
La storia, come la palla, non mente. Mai.
By OMAR Gattuso
By OMAR Gattuso
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